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Fitodepurazione orizzontale, verticale e combinata: guida tecnica

Fitodepurazione orizzontale o verticale? La scelta del sistema — flusso orizzontale, verticale o combinato — parte sempre dal tipo di refluo da depurare: vediamo come si progetta e si dimensiona ciascuno, e quando il flusso verticale conviene davvero.

Prima di scegliere la tecnologia, è utile il confronto tecnico tra fitodepurazione e sistemi a fanghi attivi: parametro per parametro, dal consumo energetico allo smaltimento dei fanghi.

Qui parliamo di tecnica. Se invece cerchi chi lo faccia per te — dimensionamento, computi, AUA e direzione lavori — vai al servizio di progettazione impianti di fitodepurazione.

Pagina redatta dal — Progettista, Initram Impresa Italia S.r.l. · Ultimo aggiornamento: agosto 2026 ·

1 · Fitodepurazione a flusso orizzontale: la scelta per gli scarichi domestici

La scelta tra flusso orizzontale, verticale e combinato dipende innanzitutto dal tipo di refluo da depurare. Per gli scarichi da metabolismo umano si progetta sul carico di BOD₅ per abitante equivalente (AE): con una dotazione idrica di 200 litri per abitante (D.Lgs. 152/06) e una concentrazione di circa 300 mg/l, il riferimento è di ~60 g di BOD₅ al giorno per AE.

Per questi scarichi si preferisce il flusso orizzontale, più semplice ed economico da realizzare. In Italia, per un impianto durevole, si applicano mediamente ~4 mq per abitante servito (in alcune regioni, come Lombardia ed Emilia-Romagna, ~5 mq/AE), in ottemperanza anche alle raccomandazioni ISPRA del 2012. Il risultato è durevole purché l'impianto rispetti questi requisiti:

  • riempimento in materiale inerte (ghiaia), mai terra;
  • profondità di circa 0,8 m;
  • rapporto lunghezza/larghezza tra 1 e 3;
  • livello del liquido nella vasca a circa −10 cm dalla superficie;
  • piante macrofite radicate emergenti riconosciute in letteratura: Phragmites, Typha, Carex, Juncus, Iris pseudacorus.

Sono impianti di facile realizzazione e dai costi accessibili — a parità di abitanti serviti — rispetto agli altri sistemi di depurazione: ottimi per case sparse, agriturismi, piccoli hotel e ristoranti, ma anche per grandi utenze che dispongano dello spazio. La manodopera nel tempo è praticamente nulla: al più lo sfalcio invernale delle piante, e solo se non piace vederle ingiallite.

Il pretrattamento a monte è sempre necessario. Ogni impianto di fitodepurazione richiede una fossa biologica tipo Imhoff o tricamerale, per trattenere il materiale grossolano sedimentabile e in sospensione:

  • fognature miste (acque nere + grigie insieme): un'unica fossa Imhoff seguita dalla vasca di fitodepurazione;
  • fognature separate (nere distinte dalle grigie): fossa biologica per le nere, degrassatore e desaponificatore per le grigie; a valle i due scarichi confluiscono e proseguono insieme nella fitodepurazione.

Approfondisci i pretrattamenti →

Qualche esempio pratico, per 5 AE: in Toscana servono ~20 mq, in Lombardia ~25 mq, in Sardegna ~20 mq — e così via, secondo la normativa regionale.

2 · Fitodepurazione a flusso verticale: quando conviene (e quando no)

Il flusso verticale viene spesso impiegato per contenere le dimensioni: in genere si applica con circa 3,5 mq per abitante servito. In realtà i costi sono più alti, perché il riempimento (sempre e solo inerti, mai terra) è realizzato a strati di spessore variabile dal basso verso l'alto — pietrisco, ghiaia, sabbia e di nuovo ghiaia: la maggiore difficoltà di posa e la diversità degli inerti incidono sul prezzo. A parità di abitanti serviti, anche con minore superficie, il verticale costa di più (se realizzato a regola d'arte). I pretrattamenti restano gli stessi.

Il verticale dovrebbe inoltre funzionare in modo discontinuo: a monte serve una vasca di raccolta e rilancio con pompa di sollevamento, per creare cicli di carico e scarico nel medium di inerti e rendere l'ambiente alternativamente anossico e ossigenato. Questa alternanza favorisce ceppi batterici più produttivi nelle fasi ossigenate, utili a trasformare alcuni elementi — soprattutto quelli del ciclo dell'azoto (es. ione ammonio).

Ma per gli scarichi da metabolismo umano queste esigenze non esistono; le pompe aggravano i costi di esercizio e — trattandosi di impianti naturali pensati anche per assorbire CO₂ invece di produrla — solo in rari casi il verticale diventa la scelta ideale. Fino ad almeno 50 abitanti serviti (la stragrande maggioranza di condomini, agriturismi, piccoli opifici e attività agricole) il flusso orizzontale è e rimane il più efficace e utilizzato. Esempio: un impianto per 10 persone richiede ~35 mq in Toscana, contro i ~40 mq dell'orizzontale.

3 · Fitodepurazione a flusso combinato: per gli scarichi complessi e variabili

Il flusso combinato si impiega per abbattere carichi domestici o a questi assimilabili — caseifici, cantine vitivinicole, birrifici artigianali, grandi ristoranti — non serviti da pubblica fognatura, dove i carichi organici in ingresso sono molto variabili nel tempo, con punte anche elevate.

Si pensi a una cantina vitivinicola: il BOD₅ spazia tra 100 e 5.000 mg/l, con portate allo scarico, per la stessa cantina, comprese tra poche decine di litri e decine di mc al giorno. Questo impone di abbattere non solo la componente organica tipica degli scarichi domestici, ma anche i nutrienti — azoto (N) e fosforo (P) — dove i cicli di anossia e ossigenazione del refluo possono diventare fondamentali.

4 · Dimensionare gli scarichi complessi: dalla portata ai veri abitanti equivalenti

Per dimensionare un impianto di depurazione — fitodepurazione o qualsiasi altro sistema — nel caso di scarichi complessi vanno valutati la portata massima di esercizio e il carico massimo di inquinante atteso.

Spesso le strutture produttive non scaricano un solo refluo, ma una miscela di più scarichi contemporanei — ad esempio lo scarico di cantina, quello degli uffici, quello della zona wine tasting. Bisogna saper valutare come si comportano le portate di ciascuno nell'arco del giorno, del mese e dell'anno, e come si sommano tra loro, per non sotto- né sovrastimare l'impianto: in una parola, definire da un punto di vista fisico gli abitanti equivalenti realmente serviti.

Due parametri guidano il dimensionamento: il carico idraulico (mc di scarico per mq di superficie) e il tempo di residenza idraulico (la detenzione idrica dell'impianto), in genere compreso tra 4 e 5 giorni per gli scarichi domestici, ma che per gli scarichi complessi può superare i 20 giorni.

Vedi le referenze su scarichi complessi →

Impianto di fitodepurazione a flusso orizzontale in fase di piantumazione — agriturismo 30 AE
Fitodepurazione a flusso orizzontale in fase di piantumazione, per agriturismo da 30 AE
Impianto di fitodepurazione a flusso combinato a doppia linea binaria — Cantina Gaja Ca' Marcanda
Impianto a flusso combinato a doppia linea binaria, vasche da 180 mq — Cantina Gaja Ca' Marcanda

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